Fitness

Attività fisica per ogni età: le linee guida per il coach

Prima di assegnare un esercizio ad un giovanissimo atleti è necessario conoscere la fisiologia ed i principi dell’allenamento giovanile.

Come muoversi?

Per allenare i bambini e gli adolescenti in maniera ottimale, è opportuno conoscere la particolarità psicofisica delle singole fasce d’età, in quanto permette di realizzare una seduta di allenamento adeguata all’età e allo sviluppo, che corrisponde ai reali bisogni, alle caratteristiche dei giovani e ai loro obiettivi sportivi. Questa suddivisione non deve essere considerata come uno schema irremovibile in quanto vi saranno oscillazioni individuali.

La prima infanzia e l’infanzia.

La prima infanzia (da 0 a 1 anno) e  l’infanzia (da 1 a 3 anni) da uno a tre anni hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo globale del bambino. Imparare a camminare assume una posizione essenziale per lo sviluppo motorio e per l’integrazione che accompagna un individuo. Questa età non sembra avere un’importanza rilevante per quanto concerne l’inizio del processo di esercitazione o di pre-allenamento. Un ruolo fondamentale è gestito dai genitori e consiste nel creare un ambiente psicologico e sociale ottimale, in grado di stimolare il bambino nei suoi bisogni e che lo promuova nel suo sviluppo.

L’età prescolare

Età prescolare comprende il periodo che va dai tre ai sette anni di età, momento di inizio della scuola, e viene Definita come l’età aurea nell’infanzia. Questo periodo d’età è caratterizzato da un elevato impulso a muoversi, a giocare con una curiosità senza precedenti verso tutto ciò che è sconosciuto. In questa fase l’età vi è una scarsa capacità di concentrazione, chi viene determinato dal prevalere, nel cervello, dei processi di eccitazione rispetto a quelli di inibizione. Il pensiero del bambino, in questo range d’età, è strettamente legato all’esperienza personale, accompagnato da un’elevata emotività e di intuizione. Comprendere, per quale ragione ogni limitazione dell’attività di gioco del bambino, influisce negativamente sulla sua capacità mentale. Quando il bambino entra a scuola, si determina un primo processo di distacco tra bambino e genitore, portando un allargamento nel campo sociale di apprendimento del bambino. Studi importanti che riguardano l’abilità del bambino nel manifestarsi durante l’attività di gioco, e di notevole importanza nel processo di interazione sociale. Un bambino, che corre veloce, che sa prendere bene la palla, o che si sa arrampicare senza problemi, ottiene un grande rispetto da parte degli altri bambini. Per questo motivo, tali abilità contribuiscono ad aumentare la capacità di integrazione nell’ambiente sociale. Verso la fine dell’età prescolare, tra il quinto e il settimo anno di vita, vi è un cambiamento della figura caratterizzato dall’aumento della statura e delle dimensioni del corpo. Nella pratica dell’allenamento, in questa soglia di età, risulta di fondamentale importanza la diversificazione degli esercizi di natura elementare, come saltare, correre, rimanere in equilibrio, afferrare una palla; il cui fine è quello di  contribuire all’apprendimento mediante giochi di fantasia e di divertimento.

È importante, entusiasmare un bambino mentre viene educato all’allenamento, mediante attività ludiche e di passatempo, così da migliorare la creatività motoria e l’esperienza del proprio corpo.

La prima età scolare.

La prima età scolare comprende il periodo che va da sei a sette anni (inizio della scuola elementare) fino al decimo anno d’età (alla fine della scuola elementare).Questo periodo d’età, all’inizio, è caratterizzato da un comportamento motorio dominato da impulsi di singolare intensità. In questa fascia d’età, i giovani hanno un entusiasmo non indifferente per lo sport, che gli permette di avvicinarsi alle società sportive. L’atteggiamento ottimistico verso la vita, la spensieratezza porta il bambino ad acquisire nuove conoscenze e ad avvicinarsi a nuove abilità. Grazie al periodo dell’età precedente, i bambini possono avere migliori capacità di concentrazione, capacità di differenziazione più fine ed una migliore capacità Di ricezione ed elaborazione di informazioni. Il ricercatore Winter afferma che la prima età scolare rappresenta un’eccellenza età per l’apprendimento. Per questa ragione, i movimenti devono essere ripetute un numero sufficientemente importante se lo si vuole integrare nel bagaglio dei bambini. E in questo periodo d’età, vi sono dei presupposti favorevoli per l’acquisizione di abilità motoria quali il miglioramento delle capacità di coordinazione generale, di esecuzione di tecniche di base per poi perfezionarle nel tempo. Un’attività ricca di esercitazioni e motivante, porta il bambino verso la pratica di uno sport e all’educazione del movimento.

La seconda età scolare

La seconda età scolare inizia circa dieci anni, e durerà fino all’entrata nella pubertà. Questo periodo di età, generalmente viene definito come la migliore età per apprendere. Le differenze con il periodo precedente non sono nette e si presentano in maniera graduale. L’ulteriore miglioramento del rapporto peso-forza dovuto all’aumento in larghezza, al miglioramento delle proporzioni ed a un incremento relativamente notevole della forza, sono accompagnati dalla scarsa crescita della statura e dalla massa corporea, il bambino sia già in grado di controllare a un livello molto elevato il proprio corpo. Nella seconda età scolare possono essere appresi e controllati movimenti estremamente difficili con richieste di orientamento spazio-temporale. L’apparato vestibolare, organo dell’equilibrio, e altri analizzatori sono soggetti a una rapida maturazione morfologica e funzionale che raggiungono quasi valori dell’adulto. Influisce in maniera favorevole sulle capacità di sviluppo motorio e sull’acquisizione della futura maestria, il bisogno di muoversi la disponibilità di impegnarsi, la volontà di diventare bravo e il coraggio di provare esercizi per raggiungere un determinato livello.

Le basi coordinative dei futuri risultati gli altissimo livello vengono poste nella prima e nella seconda età scolare. L’eccellente capacità di apprendimento dovrebbe essere utilizzata fin dall’inizio, per apprendere i movimenti con precisione, anche se si deve fare espressamente attenzione che non vengono automatizzati movimenti errati per evitare che si renda poi necessario un processo di cambiamento di quanto appreso.

La prima fase puberale

La prima fase puberale comincia tra 11 e 12 anni di età, per le femmine, e tra 12 e 13 anni per i maschi e dura, Rispettivamente, fino al 13º-14º anno di età per i maschi. I cambi improvvisi dal punto di vista fisico possono portare alla scomparsa delle caratteristiche fisiche infantili, a un aumento della statura ed a un aumento del peso corporeo provocando notevoli abilità psichiche alimentate dall’instabilità provocata dagli ormoni. Esistenza di un corpo nuovo ad essere rielaborata dal punto di vista psichico. Con l’entrata nella pubertà, il “bambino” riceve una spinta nell’era del “adulto”.

In primo piano del desiderio di diventare autonomi e responsabili di se stessi. In questa fase possono aumentare i conflitti con il mondo degli adulti, in cui possono portarsi a distanza dai genitori, insegnanti e allenatori ed a un maggiore rapporto con i coetanei. La forte crescita della statura del peso, portare un notevole peggioramento del rapporto peso-forza, il quale determinerà una riduzione delle capacità di prestazione coordinativa. La precisione il controllo del movimento lascia molto a desiderare. D’altro canto, la pubertà, rappresenta l’età migliore per migliorare le capacità condizionali. Queste capacità condizionali sono la forza, la velocità, la resistenza e la flessibilità. Nella prima fase puberale, il punto centrale è il miglioramento delle capacità condizionali, invece quelle coordinative vengono stabilizzate e in alcuni casi ampliati. Utilizzare nuove forme di apprendimento motorio può aiutare, in maniera sostanziale, al miglioramento di capacità coordinative generali e specifiche. Per l’allenatore, è indispensabile mantenere la motivazione dell’atleta bambino in questa età, aiutando anche a risolvere situazioni conflittuali che vi si possono presentare durante la seduta di allenamento.

La seconda fase puberale (l’adolescenza)

L’adolescenza femminile inizia tra 13 -14 anni e dura fino ai 17-18 anni, invece l’adolescenza maschile inizia dai 14-15 anni fino a 18-19 anni. L’adolescenza rappresenta la fine del processo di sviluppo che separa il bambino dall’adulto, L’adolescenza è caratterizzata da una diminuzione di tutti i parametri di sviluppo. La crescita rapida in lunghezza viene sostituita da un aumento in quella di larghezza. Si perviene una armonizzazione delle proporzioni, con un effetto positivo sull’ulteriore sviluppo delle capacità coordinative reputate essenziali per un’atleta giovanile. Aumentando la forza e la capacità di immagazzinare gesti sportivi, si potranno creare condizioni ottimali nelle capacità di prestazione sportiva. In questa fase vengono appresi più facilmente anche i gesti dello sport-specifico più difficili. Azioni positive per l’allenamento vengono svolte dall’esistenza di un maggiore equilibrio psicofisico e dalla stabilizzazione della regolazione ormonale, che nella prima fase puberale è soggetta a cambiamenti repentini.

Le capacità di carico psicofisico, simili a quelle dell’età adulta, permette di realizzare un allenamento di volume con attività di intensità maggiore. In alcuni sport, nel caso dell’adolescenza, troviamo l’età dei massimi risultati perché vengono sempre più adattati tutti quei metodi e quei contenuti che sono propri dell’allenamento degli adulti. L’adolescenza va sfruttata per perfezionare le tecniche sportive specifiche per acquisire una condizione fisica ottimale necessaria alla pratica di un determinato sport.

Considerazioni conclusive nell’atleta giovanile

L’allenamento giovanile non è allenamento di “adulti in miniatura”. Ogni periodo di età ha i suoi compiti didattici e di apprendimento legati alle fasi di sviluppo. In queste fasi di sviluppo, vi sono stimoli che vi devono essere applicati e proposti proprio perché ci troviamo davanti a fasi sensibili. La fase della pre pubertà prevede il miglioramento delle capacità coordinative generali e l’ampiamento di movimenti; invece il periodo della pubertà prevede il miglioramento delle capacità condizionali, tenendo conto della coordinazione e della condizione fisica dell’atleta giovanile. Queste vanno sviluppate parallelamente. Ogni allenamento di alto livello dovrebbe essere intrapreso volontariamente dall’atleta e non per volontà da parte di un genitore, educatore o allenatore.

IMPORTANTE

La seduta di allenamento deve tener conto delle particolarità psico-fisiche del bambino, senza danneggiare la formazione scolastica. Inoltre, deve essere intrapreso come educazione al movimento, pertanto servendosi della letteratura e dei principi dell’allenamento giovanile, dell’età cronologica, dell’età biologica eccetera.

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